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Nelle ore diurne: il palazzo presenta una facciata in pietra chiara, leggera a logge vetrate, contraddistinta dai vuoti del grande portico di ingresso, dal doppio ordine di finestre, serliane del primo piano nobile, con forte strombo del secondo piano. La scansione dei vuoti è data dalle mezze colonne che sorreggono le architravi e che nel contempo disegnano la facciata. Il profondo portico del piano terra collega il fronte del Palazzo con il retrostante giardino attraverso la lunga rampa che termina con un grande gruppo scultoreo delimitato da un arco chiuso. La rampa costituisce un importante cannocchiale visivo che apre la struttura del palazzo su due fronti. La facciata laterale destra, prospiciente un giardino, è chiusa dal verde. Le lampade al sodio, in dotazione all’attuale impianto di illuminazione, producono una modesta resa dei colori, dei rilievi dei chiaroscuri dovuta alla emissione praticamente monocromatica della sorgente. Prevediamo una revisione generale dell’attuale impianto di illuminazione (con la sostituzione delle lampade al sodio con lampade a ioduri metallici il cui spettro è più continuo, più simile a quello della luce del sole e quindi con migliore resa cromatica) mantenendo il più possibile inalterato il circuito di alimentazione degli apparecchi e il loro posizionamento. Pensiamo necessaria, per l’illuminazione della facciata, la sostituzione del tipo delle sorgenti installate (sodio) con sorgenti di migliore resa cromatica ed efficienza luminosa (ioduri) e la sostituzione dei proiettori in opera con apparecchi di nuova concezione illuminotecnica, di più ridotte dimensioni e ottiche che garantiscano il maggiore controllo dei fasci di emissione e corredati da dispositivi antiabbagliamento, orientabili. Prevediamo l’ immagine notturna del Palazzo con valori di illuminamento omogenei e costanti. Suggeriamo di sostituire gli attuali proiettori posizionati sui pilastri del porticato che, seppure di piccole dimensioni, risultano ben visibili sia nelle ore diurne che notturne, con apparecchi di nuova concezione e tecnologa, con sorgenti LED che, oltre alla lunghissima durata di vita, offrono dimensioni tali da non avere alcun impatto visivo. Prevediamo la restituzione della leggerezza della facciata con l’estensione dell’illuminazione all’interno delle logge vetrate del primo e del secondo piano. Proponiamo di dare rilievo architettonico, anche nelle ore notturne, agli elementi strutturali e decorativi della facciata: alle colonne che scandiscono i tre piani e allo strombo delle finestre del secondo piano, con apparecchi di ridottissime dimensioni, sorgenti a LED. Crediamo necessario dare continuità al portico, grande corte di ingresso, con il suo naturale cannocchiale visivo e pertanto suggeriamo di dare una illuminazione alla rampa che porta al giardino e al gruppo scultoreo che chiude l’asse prospettico. Possiamo mantenere l’attuale illuminazione della facciata laterale con la luce diffusa dai lampioni posizionati nel verde con la sola sostituzione delle sorgenti al sodio con sorgenti a ioduri metallici per uniformare la visione cromatica dell’edificio. Alcuni accenti di luce possono essere dati alla vegetazione per dare profondità e prospettiva allo spazio.

2011

Italia
Roma
Palazzo Barberini
Illuminazione generale esterna

w/ Arch. A. Grassia
Foto:

Immagine Storica