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La mostra dedicata ad Antonio Stradivari, il più grande liutaio di tutti i tempi, rappresenta un esempio di intervento illuminotecnico in un contesto ottocentesco, il Palazzo Comunale di Cremona. L’ allestimento essenziale della mostra, studiato dall'architetto Gae Aulenti, lascia il massimo spazio visivo alle opere ed è basato sul rigore di una griglia quadrata e modulare che unisce e rafforza l'immagine degli strumenti musicali. Le vetrine, appositamente studiate per gli Stradivari, hanno un disegno molto semplice, aereo, che permette ai preziosi oggetti di essere i protagonisti assoluti. Lo zinco è stato scelto per il rivestimento del piano orizzontale con un vetro di 6 mm di spessore, fissato a sottili profili di ottone, per garantire la sicurezza e per non alterare il colore naturale del legno antico dei violini. La struttura portante in acciaio, verniciato a fuoco, di colore rosso minio, è l'unico elemento cromatico presente all'interno della mostra. Per evitare il rischio di apportare un calore eccessivo e raggi UV sugli strumenti, è stato progettato un elemento chiamato "torre", formalmente molto simile alle teche di vetro, con il solo compito di alloggiare i corpi illuminanti. Queste torri sostengono una griglia in metallo nichelato, inclinato su un angolo di 45° rispetto al suolo; in queste griglie sono state installate nove lampade alogene (100W 24 V) con ottica incorporata e orientabile a snodo su un pannello riflettore di metallo verniciato bianco semi-opaco inclinato e dimensionato in modo tale da limitare le eventuali dispersioni di flusso luminoso dirigendolo sulle vetrine adiacenti e dosando il rapporto di luce e ombra sugli strumenti. E’ stata ottenuta una luce indiretta contenuta in 300 Lux per ogni sala con una temperatura di colore di 3000 K ideale per le levigate superfici in legno curvato di Stradivari.

1987

Italia
Cremona, Palazzo Comunale
Stradivari
Illuminazione generale

w/ Arch. G. Aulenti
Foto: