Museo Poldi Pezzoli - Sala d'armi

museum

Non è solo un progetto architettonico ma anche museografico e scenografico, in collaborazione con l'artista Arnaldo Pomodoro. Gli apparecchi di illuminazione nascosti nelle vetrine evitano le ombre sugli oggetti contenuti, amplificandone in modo quasi "magico" il valore

Anno

2001

Luogo

Milano – Italia

Cliente/Collaboratore

Arnaldo Pomodoro

"Inizialmente nel 1998, quando sono stato incaricato di progettare il riallestimento della sala d’Armi del museo con un mio intervento stilistico, ho pensato, con i miei disegni, di costruire muri perimetrali con nicchie, portando all’interno di esse le vetrine ordinate con gli oggetti di grande pregio storico e artigianale, in una collocazione “sospesa” e cioè senza evidenziare mai i supporti…In seguito sviluppando il progetto in quanto gli elementi sparsi nel mio linguaggio di espressionismo astratto si sono via via disposti in un “cielo fantastico”. ho assunto poi la volta stessa come luogo di una mia scultura sulla “Battaglia della storia umana”…poi ho rivolto la mia attenzione ai materiali. Ho usato la pietra serena con il suo colore grigio per le pareti, sul pavimento ho usato ferro, rame e oro. Nella volta lo stucco con polvere di rame, da un riflesso profondo calmo e una tonalità rossastra, ma è anche costellato di elementi in fiberglass rivestiti con lamina di piombo " Arnaldo Pomodoro Il progetto per l'illuminazione della "Sala d'Armi" si è sviluppato a fianco del progetto architettonico, scenografico e museografico, seguendo le stesse modifiche strutturali. Le vetrine racchiudono i pezzi più importanti della collezione sospesi e illuminati da una luce "magica", perché invisibile: le vetrine stesse, infatti, contengono gli apparecchi di illuminazione, consistenti in un sistema multivano ad incasso lampade alogene a bassissima tensione con ottica asimmetrica e luce direzionale sull'oggetto in assenza di ombre; luminanza controllata, distribuzione omogenea del fascio luminoso data dal vetro prismatico.

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